Unico disegno di questo manufatto risale al 1583 per opera di un architetto imperiale Giuseppe Vintana. La mappa che egli redasse, conservata presso l’Hof- Haus und Staatsarchiv di Vienna, scatta un’istantanea sulla città di Gorizia nel 1583, permettendo di comprendere come fosse sviluppata e si dividesse la città superiore e il borgo inferiore. In tale…
Dall’arco dell’attuale palazzo della Questura, ex sede del Parlamento provinciale, fino all’attuale Largo Sant’Ilario, o più comunemente detta piazza del Duomo, sorgeva l’antico cimitero medioevale che fu chiuso per volontà dell’Imperatore Giuseppe II nel 1785. Sul lato sinistro trovava posto la Cappella di San Michele che richiama sempre i luoghi di sepoltura, in quanto l’arcangelo…
Prospicente al mercato, corrispondente alla piazza del Duomo (oggi Cavour), all’angolo con via Rastello, sorse nel 1441 la casa di Simon Volker degli Ungerspach, come si legge nell’epigrafe superstite. Il mercato venne provvisto di portico ed era chiuso verso meridione dal cimitero e da un gruppo di chiese, fra le più antiche quelle di Sant’Anna…
Dal primo libro delle cronache, dell’8 aprile 1672 si legge: “una volta giunte al nuovo monastero furono accolte dalle due sorelle Bonse con somma allegrezza […] la superiora domandò di vedere il monastero […] fu menata nell’altre due camere, cucina, sottoportico, e finalmente sul granaio, essa attendeva a dimandare dove fosse il monastero; li fu…
Rimangono delle originarie costruzioni solo poche tracce. La via prese il nome dal grande monastero delle Madri Misericordiose Orsoline che giunsero in Gorizia domenica 8 aprile 1672. Tutta la zona e le vie limitrofe (l’attuale via Rota, via Roma, via Crispi, fino all’attuale Corso Verdi) furono interessate dall’evoluzione e dallo sviluppo del Convento che in…
Via Rastello è la via più antica della città bassa, iniziò la sua funzione di luogo di commercio e di vita pubblica fin dal XV secolo. Si allungava fino a raggiungere un grande prato, chiamato “Travnich”, che avrebbe dato vita nel XVII secolo alla Piazza Grande, oggi della Vittoria. Dal novembre del 2010 tra via…
Una storia leggendaria narra che nel 1519 l’Imperatore Carlo V, in fuga dall’Italia, avesse pernottato insieme alla corte nella locanda della famiglia Berlin, oggi al numero 31 di via Rastello, e il giovane monarca donò al capofamiglia il privilegio di franchigia, fino al 1936 si poteva ammirare un affresco al lato destro del portale con…
La Tipografia de’ Valeri Valerio Valeri o de’ Valeri impiantò la sua tipografia a Gorizia nel 1773 in Cocevia, ai piedi del Castello. Era originario di Cividale dove possedeva una stamperia operante tra gli anni 1765 e il 1771 (in questi sette anni di attività de’ Valeri non si limitò, come sostengono alcuni, a stampare…
Scendendo da Riva Castello, attuale viale D’Annunzio, si può imboccare sulla destra una storica via chiamata Cocevia. Fu il primo nucleo di edificazione fuori dalla cinta castellana, la cosiddetta «città bassa» quella dedicata ai commerci, alle attività produttive e artigianali che si differenziava dalla «città alta» del Borgo Castello rimasta sede delle ministerialità e della…
Nel 1660 si presentò ai Goriziani una solenne occasione per esprimere la loro fedeltà alla casa d’Austria. Leopoldo, re d’Ungheria e Boemia, succeduto a Ferdinando III, fece visita ufficiale alla città. Vennero eretti archi trionfali e si fecero solenni cerimonie di benvenuto. A perpetua memoria della visita venne edificata ai piedi del castello la solenne…
La Chiesa del Santo Spirito venne edificata, con il consenso di papa Bonifacio IX, dai fratelli Giovanni e Michele Rabatta, nobile famiglia di origine fiorentina. La prima pietra venne posizionata il 23 marzo 1398 e la chiesa venne benedetta il 22 gennaio 1414. La Cappella si rese necessaria perché la chiesa più vicina si trovava…
Sovrasta il portale del Castello il leone di San Marco. Massimiliano I intendeva scendere a Roma, dove gli sarebbe stata posta la corona sul capo, attraverso le sue terre ma i veneziani si opposero e scoppiò la guerra a Gorizia che venne investita dall’esercito della Serenissima capeggiato da Bartolomeo d’Aviano. Andrea di Liechtenstein invano resistette…
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